Banda ultralarga, il Governo affianca le Regioni con una task force: “A rischio 200 milioni di fondi europei”

riccardoroggeri_0c8799wb/ agosto 9, 2018/ News/ 0 comments

Stanziati 6 milioni di euro a favore di una task force di esperti in seno al Mise “per dare una mano alle Regioni nella rendicontazione entro il 31 dicembre degli investimenti effettuati”. Altrimenti “rischiano di andare persi i 205 milioni stanziati dall’Europa”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio spiegando la riunione del Comitato interministeriale per la Banda Ultra Larga – il Cobul – nella sua nuova composizione. “Nella riunione odierna – spiega il ministero – si è provveduto a modificare le Linee guida per il Piano di comunicazione  delle opere realizzate, aiutando concretamente le Regioni in questa attività”.

Si tratta, dice Di Maio, di un “presupposto essenziale affinché la Commissione Ue non richieda i soldi indietro. Stiamo mettendo in campo – continua il Ministro – tutte le risorse umane e finanziarie disponibili per accelerare la realizzazione delle opere e pensiamo che il dialogo con tutti i soggetti coinvolti sia fondamentale per portare a termine il progetto”.

La riunione del Cobul è stata anche l’occasione per fare il punto “delle attività che vedranno impegnato il comitato nei prossimi mesi. In particolare, il progetto aree grigie e la predisposizione di linee guida per semplificare i processi di infrastrutturazione del Paese”. Operazioni necessarie per spingere l’innovazione del Paese: “Il Governo vuole portare avanti il piano banda ultralarga, una grande occasione per costruire le autostrade del futuro e spingere l’economia”.

Sul fronte rete unica “stiamo studiando il dossier – ha risposto Di Maio alla domanda di una giornalista -. Serve una valutazione delle infrastrutture, dobbiamo capire quanto siano strategiche per il Paese”.

Novità anche sul fronte 5G. In questi giorni il Ministro ha emanato due decreti: il primo definisce la roadmap per la liberazione della banda 700 Mhz fissando, come richiesto dalla decisione UE 2017/899, le scadenze intermedie e finali del processo che porterà all’adozione del 5G, tecnologia abilitante la quarta rivoluzione industriale. Nello stesso decreto è stato previsto che il formato Mpeg4 sarà lo standard da utilizzare per il segnale televisivo. “Questa scelta – dice il Mise -, rivolta verso il formato tecnologicamente più avanzato, è il primo passo verso la trasformazione digitale del settore televisivo che il Governo intende favorire”.

Un secondo decreto istituisce il tavolo “TV 4.0” tra Mise, Agcom e i principali operatori del settore televisivo che ha un duplice obiettivo: da un lato consentire un’attuazione “ordinata” della liberazione della banda 700 Mhz “assicurando – prosegue il ministero – il massimo coinvolgimento dell’autorità indipendente di settore e degli operatori coinvolti e dall’altro, quello di favorire la trasformazione digitale del settore televisivo attraverso il dialogo costante con gli operatori”.

“L’adozione della tecnologia 5G – conclude il ministro – è un’occasione fondamentale per la crescita del Paese. Abbiamo il dovere di creare le condizioni affinché il passaggio sia ordinato e avvenga nel rispetto dei diritti di tutti gli attori interessati, avendo come obiettivo prioritario la creazione di una Smart Nation. Da oggi riparte l’Italia Digitale”.

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